Full Name
Augusto Pinochet
Variants
Augusto José Ramón Pinochet Ugarte
 
Person Role
Generale
Person Nationality
Cilena
Birth Date
25-09-1915
Birth Place
Death Date
10-12-2006
Partecipated In
Death Place
Biography
Augusto José Ramón Pinochet Ugarte, [auˈɣusto pinoˈ(t)ʃe] o [-ˈ(t)ʃet][10] (Valparaíso, 25 novembre 1915 – Santiago del Cile, 10 dicembre 2006), è stato un generale e politico cileno, che, a seguito del golpe cileno del 1973, governò il suo paese come dittatore dall'11 settembre 1973 all'11 marzo 1990, rendendosi responsabile di crimini contro l'umanità. Con un colpo di Stato militare si autonominò presidente e, durante la sua dittatura militare, venne attuata una forte repressione dell'opposizione, ritenuta da alcuni un vero sterminio di massa[11], con l'uccisione di un numero tra 1.200 e 3.200 oppositori, tra 80.000 e 600.000 internati, esiliati o arrestati in maniera arbitraria e tra 30.000 e 130.000 torturati e vittime di violenza.[12][13][14][15] La Commissione Rettig e altre commissioni, istituite dopo la dittatura, contarono ufficialmente 3508 morti - 2.298 assassinati o giustiziati, 1.210 sparizioni forzate[16] - oltre a 28.259 vittime di tortura e prigionieri politici[17][18], nei circa 17 anni di potere di Pinochet, ma in particolare durante il primo decennio.[19][20][21][22] Taluni autori hanno aumentato il numero delle vittime a 17.000 (15.000 morti e 2000 scomparsi), altri di più ma la questione è ancora aperta.[23][24] Generale dell'esercito, di orientamento fortemente conservatore, guidò un governo considerato militarista e reazionario anche se distante dai fascismi storici[25], nonostante la definizione di simpatizzante o appartenente a tali regimi, data da molti oppositori[26], poiché privo delle strutture corporative e sociali di tali regimi. Il reale orientamento politico del generale, al di là del suo governo di stampo conservatore e accanitamente anticomunista, è stato discusso: indubbia è l'ammirazione che Pinochet aveva nei confronti del generale Francisco Franco, dittatore spagnolo, anticomunista e filo-fascista.[27] Pinochet arrivò al potere a seguito del golpe del 1973, inizialmente sollecitato da parte del Parlamento: il colpo di Stato militare - appoggiato da Stati Uniti, nelle persone di Richard Nixon ed Henry Kissinger, in funzione anticomunista - e da esponenti di ceti elevati cileni, rovesciò il legittimo governo del Presidente socialista Salvador Allende, il quale perse la vita nel golpe. Pinochet attuò una politica economica fortemente liberista, con l'assistenza di un gruppo di giovani economisti cileni, guidati da José Piñera, detti Chicago boys, poiché formati a Chicago da Milton Friedman. Secondo Friedman questa politica provocò una grande crescita economica che egli stesso battezzò il "miracolo del Cile", mentre secondo altre ricostruzioni[28] la crescita fu dovuta a un cambio di rotta di Pinochet, il quale in seguito a un crollo finanziario decise di allontanare quasi tutti i Chicago boys dal governo e nazionalizzare numerose aziende cilene. Spinto dalle pressioni estere a una consultazione elettorale regolare, un referendum nel 1988 mise fine alla dittatura e lo costrinse ad avviare la transizione, reintroducendo la democrazia con libere elezioni nel 1989. Lasciò ufficialmente il potere solo nel 1990, rimanendo però capo delle forze armate fino al 1998. Divenne poi senatore a vita, godendo dell'immunità parlamentare fino al 2002. Arrestato nel Regno Unito su mandato del governo spagnolo per la sparizione di cittadini iberici e accusato di crimini contro l'umanità, di corruzione ed evasione fiscale, non fu però mai condannato per motivi di salute: rientrò in Cile, dove riuscì ad evitare i processi e dove morì nel 2006. Il suo governo coincise con l'inizio della maggior parte delle sanguinose dittature militari in America meridionale, come quella della confinante Argentina, con cui Pinochet rischiò anche una guerra per contrasti di confine. Il periodo del suo governo è noto nella storiografia del Cile come il Regime Militare ("Régimen Militar").[29]